Valeria Panepinto, l’emozione di lavorare con Montalbano

A tu per tu con Valeria Panepinto

E’ tornato il Commissario Montalbano con due episodi. Le vicende del Commissario più amato d’Italia, interpretato da Luca Zingaretti, torna dal 27 febbraio con il primo episodio intitolato Un Covo di vipere, ancora una volta diretto dal regista Alberto Sironi.

Valeria Panepinto

Le new-entry sono tutte al femminile e La Gazzetta dello Spettacolo ha incontrato in esclusiva l’attrice Valeria Panepinto, una delle giovani protagoniste dell’episodio.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Valeria Panepinto. Sei in TV ne Il Commisario Montalbano. Parlami del tuo personaggio.

Michela Lollo è una donna che in passato ha fatto delle scelte delle quali si vergogna ma che le hanno permesso di raggiungere una stabilità economica che desiderava sin da quando era bambina. Nasconde le sue origini modeste e fa di tutto per costruire un’immagine di se che la faccia sentire fiera e sicura. Ha fatto del compromesso il suo modus operandi rifiutandosi di ascoltare ciò che veramente voleva, questo la porterà ad esplodere ribellandosi a se stessa e distruggendo l’immagine della famiglia felice e perfetta che la ingabbiava.

Valeria PanepintoChe esperienza é stata per te questa?

Per me è stata la prima volta, ho fatto e continuo a fare tanto teatro, ma non avevo mai recitato davanti una macchina da presa. Non potevo cominciare meglio, il clima che si respira sul set è bellissimo. Mi sono sentita libera di creare. Luca Zingaretti è stato meraviglioso, mi ha subito fatta sentire a mi agio. E’ un attore che stimo molto e trovarmelo davanti e poterci lavorare insieme per me è stata la realizzazione di un sogno. Vorrei poter tornare indietro e riviverlo per quanto è stato intenso.

Che emozioni hai provato?

Per quanto un’emozione possa essere messa in parole non riuscirei a descrivere quello che ho provato. Ho fatto molti sacrifici e li faccio ancora per poter studiare e andare avanti in questo mestiere. Essere lì, su quel balcone, col microfono legato alla coscia e il timore che si staccasse, con la concentrazione di un pugile che sta per entrare sul ring, dare voce e corpo a quel personaggio affinché per una volta potesse dire quello che sente e prova…

Mi sono sentita come se, dopo anni di fatica, fossi riuscita a piantare la mia bandiera sulla cima della montagna. La strada ancora è lunga e ci sono altre cime da raggiungere ma in quel momento ero fiera di me stessa e grata alla vita.

Quale messaggio speri che il pubblico colga del tuo personaggio?

Il coraggio di riscattarsi, la convinzione che niente nella vita è definitivo, che gli sbagli si fanno ma non dobbiamo, per senso di colpa, continuare a punirci portando avanti quella scelta sbagliata.
Trovare dentro di se la forza per rimettersi in gioco e correre verso la propria felicità anche se questo vuol dire ripartire da zero. Cadere e rialzarsi, SEMPRE!

Quale è secondo te il segreto del successo del Commissario Montalbano?

Il clima che si respira sul set è quello di una grande famiglia. Tutti si dedicano al proprio lavoro con gioia e altissima professionalità facendoti sentire subito parte di un gruppo che è felice di stare lì per creare insieme, questo credo sia il vero segreto del successo di Montalbano.
E poi Alberto Sironi, un grande maestro e un grande uomo.

Un ricordo che porterai con te di questa esperienza…

Sono arrivata un giorno in anticipo sul set e, non avendo voglia di starmene chiusa in albergo da sola, ho chiesto il permesso di poter seguire le riprese. Mi ricordo ero dietro Alberto Sironi, nascosta, per non disturbare e sbirciavo sul monitor per capire le indicazioni che dava il regista e come gli attori le mettevano in pratica, Alberto si gira, mi vede e mi dice :- “Ma che fai lì ? vieni, siediti. Una grande attrice come te non può stare lì in piedi!” e mi offre la sua sedia.

Credo di aver cambiato 5 o 6 gradazioni di rosso, ho provato un mix di imbarazzo, gioia, orgoglio. Non lo dimenticherò mai!

Ma Valeria Panepinto, parliamo di te. Quando hai capito di voler fare l’attrice?

Da quando, per la recita di Natale, volevo fare la Madonna, ma ero grassa e mora quindi mi toccava il ruolo di pastorella. Ho un ricordo molto chiaro di me nella palestra della scuola con una finta pecora in mano,mentre cercavo di entrare in quelle che Stanislavskij chiamava “circostanze immaginarie”, ed ero parecchio brava devo dire, infatti mi davano parecchie battute, più della madonna tiè!

So che frequenti la scuola Ht Studio De Santis di Patrizia De Santis. Me ne parli?

E’ un luogo di grande libertà creativa, lì dentro ci sono dei colleghi bravissimi che sono sicura raggiungeranno grandi risultati in breve tempo. La tecnica è molto specifica e all’inizio si fa fatica a mettere i vari strumenti insieme ma Patrizia è bravissima nel capire cosa ciascuno di noi abbia bisogno e non molla finché non riesci a trovare la tua risposta. E’ questo quello che apprezzo tantissimo, pur lavorando sulle stesse scene, ciascun attore viene guidato in modo differente perchè provenite appunto da esperienze di vita differenti ed ha un carattere differente e sentimenti o blocchi differenti.

La grandezza di Patrizia sta in questo, trova il modo giusto, sempre e quando un attore riesce a raggiungere un determinato risultato, per lei e come se fosse una vittoria personale. Le voglio molto bene.

Quanto è importante per te essere seguita da una persona come Patrizia De Santis?

Ho conosciuto Patrizia durante il primo seminario di Ivana Chubbuck a Roma qualche anno fa. Avevo letto il libro e mi ero molto interessata alla tecnica. Ho messo da parte qualche soldino ed ho cominciato questo percorso che tutt’ora porto avanti. Patrizia mi ha insegnato una grande cosa che in nessuna scuola o corso mi avevano mai insegnato: fare della propria paura o debolezza un punto di forza.

E’ un punto di riferimento molto importante per me, ha una forza ed una sensibilità rare che le permettono di capire chi sei, di prenderti per mano e insegnarti a correre verso ciò che sogni.

Mi parli dei tuoi progetti futuri?

Per adesso non ho nessun progetto definito, aspetto che arrivi qualche provino e intanto mi tengo in allenamento all’HT Studio. Spero che questa esperienza in Montalbano mi permetta di avere qualche occasione in più rispetto a quelle che ho avuto fin’ora. So che Virzì cerca degli attori siciliani, sarebbe un altro grande sogno….chissà!

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