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Pupo Cover Band

Pupo Cover Band e Sanremo dei tributi

Incontriamo la Pupo Cover Band

Il fenomeno delle cover band da qualche anno si sta espandendo in modo incredibile e sono sempre più richiesti anche i veri e propri “sosia” di artisti famosi in grado di realizzare performance tali e quali a quelle degli originali. In questo ambito la Pupo Cover Band si pone di sicuro tra i primissimi posti.

Pupo Cover Band

Non soltanto l’act di questo gruppo è di altissimo livello ma il front-man Antonio Vassalli, nome d’arte Big Pupo, è talmente talentuoso da essere stato riconosciuto ed ufficializzato dallo stesso Enzo Ghinazzi. E’ stato il popolarissimo Pupo, infatti, ad accorgersi per primo della sua “copia” e a lanciarla nel mondo dello spettacolo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Antonio Vassalli per chiedergli come è iniziata, e come sta continuando, questa sua curiosa ed entusiasmante esperienza artistica…

Antonio, quando ti sei accorto di somigliare a Pupo e di avere per giunta anche la sua stessa voce?

Io non me ne ero neppure reso conto, sono stati gli altri a farmelo notare. Canto fin da quando sono piccolo, ho partecipato al Cantabimbi, ho fatto la Schola Cantorum ma a Pupo non ci pensavo proprio. Poi ricordo che in un certo periodo uscì il karaoke e mi capitava spesso di interpretare canzoni di Pupo. E’ stato una sera, in Molise che alcune persone che mi stavano ad ascoltare mi riferirono di essere rimaste senza parole nell’accorgersi che la mia voce era identica a quella di Pupo. Addirittura mi hanno detto che i suoi pezzi sembravano scritti apposta per la mia voce. Gli somiglio anche un po’ dal punto di vista fisico anche se io sono una trentina di centimetri più alto di lui.

Come è stato il tuo primo incontro con Pupo?

Guarda, all’epoca tutte queste cover bands non esistevano, avevano iniziato con quella dei Pooh ed io pensai di fare la stessa cosa con Pupo. Siccome, però, io sono una persona educata, non me la sono sentita di mettere in piedi questo progetto senza avere avuto prima il consenso dell’artista. C’era un blog di Pupo a cui molti scrivevano così pensai di farlo anch’io raccontandogli della mia ambizione.

E lui come reagì?

Mi rispose dicendomi di apprezzare l’idea, poi mi disse “fammi sapere”, così alla prima occasione andai a trovarlo. Era il 2007 durante un suo concerto a Bassano in Teverina vicino Roma. Parlai prima con il fonico che poi è suo cugino quindi con la sua manager Patricia che ora è la sua compagna. Ricordo che tutti furono molto gentili. Riuscì a parlare anche con Pupo in persona, a cui spiegai che stavo studiando le sue canzoni, la sua vita artistica per prepararmi a questa Pupo Cover band nel migliore dei modi.

Poi cosa accadde?

Pupo mi diede una grande possibilità, quella di un’improvvisata sul palcoscenico quella sera stessa. Ad un certo punto disse al pubblico presente: “c’è un ragazzo che ha scritto sul mio blog. Io non lo conosco. Viene dalla provincia di Campobasso. Facciamolo cantare per qualche secondo e poi vediamo cosa ne pensate!”. Ho iniziato cantando il pezzo Lo devo solo a te. Avevo trenta secondi, invece con mia meraviglia Pupo me l’ha fatta cantare tutta. Ovviamente ero emozionatissimo ma è andata comunque benissimo.

E poi?

Questa cosa si ripetette allo stesso modo al concerto del Primo maggio a Villanova di Guidonia (RM) con Pupo che mi fece riprovare. Da lì partì ufficialmente il progetto Official Pupo Cover band.

Di sicuro devi molto a Enzo Ghinazzi…

Assolutamente sì! Pupo mi ha dato una grande possibilità. E’ come se una persona alla guida di una Ferrari ti consegnasse le chiavi e ti dicesse: vuoi fare un giro? Lui è stato davvero eccezionale!!!

Come è continuata la tua carriera?

Anche la televisione ad un certo punto si è accorta della Official Pupo Cover band. Pupo mi ha invitato ad alcuni suoi programmi quindi mi sono esibito con lui a I Raccomandati, a Ciak si canta… A darmi il soprannome di Big Pupo è stata Lorella Cuccarini durante un programma televisivo.

Da qualche tempo è nata una bella collaborazione tra la Pupo Cover band e ItaliaUnicaEvents della manager Elizaveta Chouryguina…

Era l’11 novembre del 2015, Pupo compiva sessant’anni e quaranta di carriera. Dopo la sua partecipazione a La Partita del Cuore aveva organizzato una festa ad un agriturismo e invitò anche me. Lì mi permise ancora una volta di esibirmi. Mentre cantavo Elizaveta che era una delle ospiti della festa parlando con Patricia chiese sorpresa: se Enzo sta qui con noi, ma chi sta cantando lì fuori?”. Così ci conoscemmo e iniziò la nostra collaborazione.

Parlaci un po’ dell’iniziativa Sanremo dei Tributi della Italiaunica Events alla quale partecipi…

Si tratta di riprodurre le canzoni e lo spettacolo di artisti come Albano, Pupo, Celentano…Facciamo un sacco di spettacoli con questo format anche all’estero. Siamo stati in Russia, Ucraina, Azerbaijan, Turchia…Calcola che all’estero la fama di questi cantanti è impressionante.

Pensi che il vostro spettacolo Sanremo dei Tributi sia anche un aiuto allo sviluppo del turismo russo in Italia?

Certamente. Noi pensiamo di dare un gran contributo in questo senso, è davvero un incentivo per il turismo russo nella nostra penisola. La buona musica con le nostre battute simpatiche e tutto il resto è un gran vettore per la conoscenza reciproca del popoli. Mettici anche che durante il Sanremo dei Tributi ci esibiamo portando brani di Sanremo degli anni Ottanta, amatissimi e molto popolari tra il popolo russo. In un certo senso è lo stesso concetto che spiegavo a Rudy Zerbi quando passammo il provino per Italia’s Got Talent. Dissi a Rudy: Pupo già esiste quindi non posso essere io. Il mio obbiettivo però è quello di portare avanti la musica italiana, in particolare la sua, nel mondo.

Ancora a proposito di Sanremo dei Tributi, si è svolto la poco il Festival di Sanremo. Ti è piaciuto?

Sì, mi sono piaciuti un po’ tutti. E’ bello pensare che tanti giovani talenti portati alla ribalta ad esempio da Maria De Filippi dopo un solo anno si ritrovino già ad essere famosi. Prima ci voleva tanta gavetta. Non sono però stato del tutto d’accordo con il voto della giuria di qualità. Il pezzo che ha vinto il Festival, Occidentali’s Karma ad esempio, è bello ritmato ma quanto durerà? Secondo me è stata un’ingiustizia eliminare alla prima serata Albano. Lo so, lui ha settantaquattro anni e nessuno punta più a creargli una carriera mentre forse lì lo scopo è anche quello di lanciare nomi nuovi. A me però piacerebbe che al Festival vincessero le canzoni, non i personaggi. Lo stesso per il pezzo di Gigi D’Alessio. E’ bello, il testo è davvero una poesia, non andava bocciato così.

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