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Anna Mazzamauro e l’intelligenza comica

Da Il Carlino in poi… Una donna nata per recitare: Anna Mazzamauro

Oggi parliamo di un personaggio molto interessante del panorama cinematografico italiano, Anna Mazzamauro. Casualità vuole che cade in questi giorni il XXVII Trofeo Fantozzi, una corsa goliardica riservata a ciclisti improvvisati, sedentari, sovrappeso e sputati dalla fortuna – e come si legge dal sito ufficiale – anche chiamati “merdacce” dagli organizzatori. Requisiti? Essere dotati di senso dell’umorismo ed essere amanti della bella vita.

Anna Mazzamauro e Paolo Villaggio in una scena di Fantozzi.
Anna Mazzamauro e Paolo Villaggio in una scena di Fantozzi.

Ma come dicevamo, il nostro occhio, oggi va ad una delle protagoniste della vita del personaggio del “ragioniere” Fantozzi, nata come imprenditrice di se stessa con il teatro Il Carlino, e poi con una grande carriera.

Anna Mazzamauro è molto nota al grande pubblico per aver interpretato il personaggio della signorina Silvani nei film del famoso ragioniere Ugo Fantozzi, e riuscendo ad ottenere anche una nomination al Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista nel 1976 per Fantozzi e nel 1994 per Fantozzi in Paradiso.

Comica caratterista, molto brillante, molto apprezzata anche per i suoi tanti ruoli drammatici. Attrice al teatro, in televisione, al cinema, scrittrice ed anche cantante, oltre ad essere voce della Prosa radiofonica in Radio RAI, la Mazzamauro che si presenta ai provini dei film di Paolo Villaggio per interpretare la parte della moglie del protagonista, viene subito identificata come una “vamp” perfetta per interpretare il ruolo della Silvani.

In una recente intervista, la Mazzamauro racconta però quanto l’essere interprete di un personaggio così famoso, fa si che ad oggi, dopo anni di distanza ci sono ancora un pubblico che la ferma in strada e chiede: “fammi la boccuccia, mi chiede, dimmi merdaccia schifosa“.

Una sorta di provocazione sociale molto interessante che noi andiamo ad analizzare è quella però, dove Anna a Libero del 16 Giugno racconta: “Del cinema, detesto il carattere all’italiana. Se non sei coscia lunga, gambe attaccate all’orecchio, tette e culo sodi non puoi recitare. Io sono stata la Silvani e quello avrei dovuto continuare a fare, la racchia“.

E proprio da questa base, nell’attesa di vederla nuovamente all’opera con “Poveri ma ricchi 2“, ci soffermiamo sulle sue dichiarazioni come spunto sociale interessante per riflettere su quello che non deve diventare la situazione italiana del cinema: l’orientarsi più all’immagine che al contenuto.

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