Breaking News
Home > Musica > La musica privata di Anthony Phillips

La musica privata di Anthony Phillips

Anthony Phillips

Incontriamo per voi Anthony Phillips

Dopo The Geese & The Ghost in formato digitale 5.1, Anthony Phillips si ripresenta al pubblico con un’altra interessante re-release, il box set Private Parts & Pieces I-IV che il talentuoso chitarrista e membro fondatore dei Genesis ha voluto proporre in versione rimasterizzata a cura di Simon Heyworth e con Private Parts and Extra Pieces, un quinto cd che raccoglie materiale del tutto inedito.

Con pezzi realizzati tra il 1976 e il 1983, Private Parts & Pieces I-IV si muove tra atmosfere intimistiche e brani sia strumentali che vocali dominati dalla limpida chitarra di Anthony Phillips, membro fondatore e mente musicale dei primi Genesis. All’epoca della sua militanza nella storica band di rock prog risalgono ad esempio le registrazioni di Private Parts & Pieces I con i brani Silver Song e Stranger mentre in Private Parts & Pieces II troviamo la collaborazione nei cinque pezzi presenti del bassista ed ex compagno dei Genesis Mike Rutherford. La terza parte del box set sottotitolata Antiques è decisamente orientata verso gli assolo di chitarra e la quarta, dal sapore decisamente acustico contiene brani originariamente scritti tra il 1972 e il 1984. Il tutto arricchito da un booklet di ventiquattro pagine con memorabilia, foto, note dell’epoca ed altro…

Anthony Phillips, sappiamo che è stata un’idea della Cherry Red, la tua etichetta discografica, quella di ripubblicare Private Parts & Pieces I-IV. Tu come hai accolto questa proposta?
Credo sia un fatto normale che una casa discografica che viene a disporre dell’intero catalogo di un suo artista voglia ripubblicarne i vari albums. Il punto è in che modo vogliono farlo perchè ci sono varie possibilità: formato collection, in 5.1 ed altre a seconda dei soldi che si vogliono investire nell’operazione e di come si vuole vendere il prodotto. In questo caso mi è sembrata un’iniziativa molto buona perchè stiamo proponendo qualcosa di differente da quello che il pubblico ha avuto in passato. Ne sono un esempio le versioni dei miei cd in 5.1 ma anche questa re-release delle prime quattro parti di Private Parts & Pieces. I pezzi sono stati rimasterizzati, sono state aggiunte delle extra tracks, insomma c’è roba nuova, in modo che il tutto risulti più interessante. So benissimo che c’è una fetta del pubblico, quella dei fans più devoti che virtualmente comprerebbe qualsiasi tipo di re-release ma è giusto che invece tutti abbiano qualcosa di inedito. Si tratta anche di ottenere ciò senza spendere troppi soldi e credo che con la Cherry Red si sia giunti ad un ottimo compromesso.

Nel cd Private Parts & Pieces II contiene 5 pezzi featuring Mike Rutherford, il bassista dei Genesis. Come lo hai coinvolto in questo tuo lavoro?
Mentre PP&P I è un disco prevalentemente acustico, PP&P II è più un lavoro da band. Calcolate anche che inizialmente era un progetto musicale basato su una piece di Shakespeare con i dialoghi e tutto il resto, qualcosa di molto ambizioso che doveva coinvolgere anche i Pink Floyd e altri grandi artisti ma poi non se ne fece più niente. Mettiamoci anche che stiamo parlando della metà/ fine degli anni ’70, in pieno periodo punk e all’epoca non c’era tanta voglia di ascoltare questo tipo di musica. Comunque, Mike con i suoi Mike & The Mechanics mi ha aiutato per le sessions più heavy e un mese dopo avevamo già completato il lavoro.

I cinque dischi che compongono questo box-set comprendono materiale molto vario, compreso parecchie improvvisazioni. Come definiresti questo cd nel suo insieme?
Intanto devo dire che all’inizio quando ho pubblicato il primo Private Parts & Pieces non avevo idea che in seguito ce ne sarebbero stati così tanti altri.  In quegli anni, come ho detto, l’audience aveva girato un po’ le spalle al genere progressive, allo sperimentale, a tutto ciò che suonava più complicato per gettarsi a capofitto nell’easy listening del rock e del pop. Si trattava veramente di persuadere la gente ad ascoltare un album come questo fatto soprattutto di lyrics e chitarra intimistica e semplice. Avevo creato un sound acustico e basico e anche i testi erano in forte contrasto con quello che si produceva all’epoca. Io definirei questo box-set un lavoro classico ma senza la suntuosità dell’operatico, molto lineare.

Anthony Phillips hai in programma nuovi PP&P dopo il più recente City of Dreams che è uscito nel 2012?
Per ora non saprei. L’ultimo cd è più elettronico con improvvisazioni d’atmosfera, intimistiche, sognanti, anche più di quelli precedenti. Per quanto riguarda un eventuale prossimo capitolo non ho idee che vadano proprio a braccetto con il genere commerciale o con il contesto radiofonico o televisivo. Si tratterebbe di trovare un buon compromesso. In genere i PP&P escono ogni 2/3 anni ma è importante che tutti i pezzi inseriti funzionino bene insieme, che ci sia una comune chiave di lettura.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi